Come si calcola il TFR?
Il Trattamento di Fine Rapporto si accumula anno dopo anno: ogni anno il datore di lavoro accantona una quota pari a 1/13,5 della retribuzione annua lorda (RAL). Ad esempio, con uno stipendio lordo di 35.000€ l'accantonamento annuo è di circa 2.593€. Il montante accumulato viene poi rivalutato ogni anno di un tasso fisso dell'1,5% più il 75% dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo: con un'inflazione al 2%, la rivalutazione complessiva è circa il 3% annuo. Alla cessazione del rapporto di lavoro, il datore corrisponde l'intero importo accumulato, al netto delle imposte dovute.
Quando si riceve il TFR?
Il TFR viene pagato alla cessazione del rapporto di lavoro, qualunque ne sia la causa: dimissioni volontarie, licenziamento, pensionamento o decesso del lavoratore. In alcuni casi particolari — spese sanitarie straordinarie, acquisto o ristrutturazione della prima casa — è possibile richiedere un anticipo fino al 70% del TFR maturato, ma solo dopo almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro.
Come viene tassato il TFR?
Il TFR è soggetto alla cosiddetta "tassazione separata": l'aliquota applicata non è quella del tuo scaglione IRPEF attuale, ma viene calcolata sulla base dell'aliquota media dei redditi degli ultimi 5 anni. Per la maggior parte dei lavoratori questa si colloca tra il 15% e il 23%. La sola quota di rivalutazione, inoltre, è dal 2015 assoggettata a un'imposta sostitutiva del 17%, trattenuta direttamente dal datore di lavoro.
TFR e aziende con più di 50 dipendenti
Per le aziende con più di 50 dipendenti, il TFR maturato dopo luglio 2007 non resta in azienda ma deve essere destinato al Fondo di Tesoreria gestito dall'INPS oppure, su scelta del lavoratore, a un fondo pensione. Il diritto del dipendente al TFR resta invariato: cambia solo il soggetto che custodisce le somme accantonate.